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Olos-Time | Guarigione dal Trauma
20181
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Guarigione dal Trauma

Una vita, mille strade, mille percorsi

Il trauma è una realtà della vita, ma non per questo dev’essere una condanna a vita.” Cit. Peter Levine

Per molto tempo la visione riduzionista si è limitata a considerare il corpo come un insieme di cellule ed organi. Attualmente, una visione più estesa ed olistica considera il corpo come un organismo vivente, senziente e sensibile, in grado di trattenere memorie fisiche e cellulari,  di trovare sempre l’equilibrio migliore, un corpo che ha in sè la capacità innata di poter guarire gli effetti del trauma. I recenti sviluppi nelle neuroscienze permette quindi di vedere come corpo, mente ed emozioni funzionano come un network integrato che scambia continuamente informazioni, influenzandosi a vicenda.

Il contributo più significativo di S.E. per il trattamento del trauma è la comprensione che l’evento traumatico non è puramente psicologico, ma è una complessa reazione fisica, neurologica e psichica. La risoluzione del trauma consiste nel completare i processi fisiologici e scaricare l’energia in eccesso trattenuta ripristinando l’autoregolazione, piuttosto che nel ripercorrere l’evento.

 

L’emozione associata al Trauma è la paura e gli esseri umani che restano “intrappolati” nella paralisi della paura rimangono traumatizzati.

 

L’antidoto al trauma, proposto da questo metodo, è rappresentato dal ripristino di tutti quei processi biologici bloccati dall’esperienza traumatica.

 

I Principi terapeutici sono:

1 Creare un ambiente relativamente sicuro

Creare un ambiente sicuro, un’atmosfera che faccia sentire la persona al riparo, nel quale si sentirà libera di

parlare ed esporsi, un ambiente senza giudizio, che trasmetterà speranza e la sensazione di avere una nuova possibilità.

2 Sostenere l’iniziale esplorazione e accettazione delle sensazioni

Un passo fondamentale per ritrovare la capacità di autoregolazione è riscoprire le proprie sensazioni interne (che a seguito dei traumi non sono piacevoli), tollerarle e utilizzarle con una nuova consapevolezza.

3 Introdurre la pendulazione e il contenimento

L’esperienza della pendulazione aiuta l’individuo a comprendere che qualsiasi sensazione si avverta è limitata nel tempo e che la sofferenza non durerà per sempre.

4 Usare la titolazione per incrementare stabilità, resilienza e organizzazione

Si può applicare il concetto di titolazione per indicare quel processo graduale e progressivo di rinegoziazione del trauma che, condotto dal terapeuta, porta la persona ad entrare in contatto con l’esperienza goccia a goccia, portando con sè anche un senso di apertura, sollievo e fluidità.

5 Fornire un’esperienza correttiva sostituendo le risposte passive del collasso e del senso di impotenza con risposte difensive attive, potenziate

L’energia esplosiva che si sarebbe manifestata sotto forma di rabbia e di fuga senza direzione viene ora indirizzata verso una sana ed efficace aggressività direzionata. Questa rinegoziazione dell’esperienza contribuisce a scaricare il senso di colpa, l’impotenza e l’auto-riprovazione consolidati (che probabilmente sottostanno alla rabbia).

6 Separare e disgiungere l’associazione condizionata di paura e il senso di impotenza dalla risposta biologica di immobilità.

La paura che alimenta l’immobilità può essere sostanzialmente divisa in due paure distinte: da una parte quella di entrare nell’immobilità, ovvero la paura della paralisi, del sentirsi intrappolati, del senso di impotenza e della morte; dall’altra quella di uscire dalla immobilità, ossia la paura delle intense energie che possono essere scatenate dalle sensazioni rabbiose del contrattacco. La funzione del terapeuta è quella quindi di aiutare la persona a titolare l’esperienza portandola verso il presente, fino a quando l’intera esperienza di immobilità verrà vissuta senza la sensazione di paura.

7 Risolvere gli stati di iper-attivazione guidando dolcemente la scarica e la redistribuzione di energia di sopravvivenza

Il terapista guiderà questo processo nel tempo e nei modi appropriati per la persona permettendo la scarica dell’energia e il ripristino dell’equilibrio.

8 Mettere in moto l’autoregolazione per ripristinare l’equilibrio dinamico e la vigilanza rilassata

La percezione introcettiva dell’equilibrio permette di sperimentare la salutare sensazione del benessere che infonde la consapevolezza che qualsiasi esperienza sgradevole possa essere affrontata perché dentro di noi abbiamo una base sicura.

9 Orientare al qui ed ora, al contatto con l’ambiente e ristabilire la capacità di coinvolgimento sociale

Il ristabilirsi dell’equilibrio dinamico conduce alla capacità di essere presenti nel “qui e ora”, facendo emergere il naturale desiderio di vivere e la capacità di coinvolgimento sociale con una forte ricaduta sulla salute e sulla felicità delle persone. Inoltre il sistema di coinvolgimento sociale ha un’intrinseca funzione auto-calmante, e porta a provare un senso di appartenenza e di incolumità generando un’energia che si tradurrà in legami e relazioni soddisfacenti.

 

Col tempo questo processo porta alla costruzione di una robusta resilienza. Resilienza non significa cancellazione di un trauma, ma la capacità di superare e di ricostruire, senza dimenticarlo o minimizzarlo.

 

Il lavoro di rielaborazione del trauma è un processo delicato e sicuro di dialogo. Si fonda innanzi tutto sulla qualità della relazione: l’ascolto, il rispetto e la fiducia.  Il processo si basa sull’esperienza sensoriale delle situazioni e degli stati emotivi, sulle risorse personali (esperienze positive) per contenere, rallentare o favorire i processi di scarica del sistema nervoso e su una particolare attenzione ad evitare di ricadere nell’esperienza traumatica dell’evento. Le persone vengono accompagnate a completare la sessione con un senso positivo del lavoro: acquisire o ritrovare una maggiore capacità di sentire e di gestiresi nelle siutaiozni che prima erano critiche, leggerezza e fiducia in se stessi.

Se sei pronto a iniziare il tuo percorso, contattami.

Io ci sono,
Patrizia

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