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Olos-Time | Intelligenza emotiva
20201
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Intelligenza emotiva

Emozionando si impara

La definzione è a cura di  Salovey e Mayer (1990) che un famoso articolo ne espongono le caratteristiche, descrivendola come “l’abilità di controllare i sentimenti e le emozioni proprie e degli altri, di distinguerle tra di loro e di usare tali informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni” (Lo Presti, Quadernucci, 2004). In seguito, definirono quattro livelli di abilità fondamentali:

1) percepire ed esprimere le emozioni

2) usare le emozioni per facilitare il pensiero

3) capire le emozioni

4) gestire le emozioni

 

In seguito Goleman (1996) adatta il loro modello ampliandolo e divenendo così il “padre” della teoria sull’intelligenza emotiva, ovvero tutto ciò che concerne il capire e controllare i propri sentimenti, entrare in empatia con gli altri, trovare l’equilibrio fra casa e lavoro, fra piacere e dovere, essere ottimisti e realisti, avere la giusta fiducia in sé stessi…

Per Goleman l’intelligenza emotiva è “la capacità di motivare se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione, di modulare i propri stati d’animo evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare, di essere empatici e di sperare”.

Queste “abilità emotive” possono assicurare successo sul lavoro e nella vita personale, permettendo di integrare pensieri ed emozioni nella nostra vita quotidiana. Tra pensiero ed emozione, infatti, deve instaurarsi un giusto equilibrio: essere consapevoli delle proprie ed altrui emozioni permette di prendere le decisioni migliori, attivare gli atteggiamenti e i comportamenti più adeguati. Basta soffermarsi  a pensare all’effetto negativo che possono avere emozioni come la paura, lo stress e l’ansia nei momenti di cambiamento, transizione o svolta che ci chiedono più flessibilità o maggiore adattamento. Secondo Goleman l’intelligenza emotiva è una competenza che si può sviluppare imparando ad avere più consapevolezza di sé e self control, incominciando ad ascoltare e capire i sentimenti degli altri

Si può quindi diventare degli intelligenti “emotivi”.

Per Goleman l’intelligenza emotiva si dispiega tra  competenze personali e  competenze sociali. Le prime si riferiscono, in generale, alla capacità di cogliere i diversi aspetti della vita emozionale, mentre le seconde, si riferiscono al modo con cui si comprendono gli altri e ci si rapporta ad essi. Per Goleman l’intelligenza emotiva è l’insieme di cinque abilità:

Consapevolezza di sè comporta la conoscenza dei propri stati interiori-preferenze, risorse e intuizioni

Padronanza di sé comporta la capacità di dominare i propri stati interiori, impulsi e risorse

Motivazione  E’ l’insieme delle tendenze emotive che guidano o facilitano il raggiungimento di obiettivi

Empatia Riguarda la consapevolezza dei sentimenti, delle esigenze e degli interessi altrui  

Abilità sociali Comportano abilità nell’indurre risposte desiderabili negli altri

 

L’intelligenza emotiva, a differenza del QI, è una competenza che può essere potenziata e tende ad aumentare in proporzione di nuove e profonde qualità emotive.

La crescita personale riguarda anche  il processo attraverso il quale si diventa più consapevoli delle proprie emozioni e di come ci possono guidare nella nostra vita e nelle nostre relazioni.

In palio c’è un significativo miglioramento delle abilità lavorative e della propria vita.

 

Il tempo non va misurato in ore e minuti, ma in trasformazioni.    (F. Caramagna)

Io ci sono,
Patrizia

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